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mercoledì, dicembre 26, 2007
Ce l’ho fatta

Tra spallate e imprecazioni sono riuscito a riemergere dalla bolgia che intasa strade e case. Ora, e fino a quando non sarà tutto finito, mi serro in casa, dispongo i sacchi di sabbia sulle finestre e carico il fucile a sale grosso.
Qui coccolo moglie e figli, ascolto i miei dischi, leggo e scribacchio.
Però, siccome le feste finiscono presto e dal 27 puoi mettere nuovamente piede in libreria, ti consiglio qualche libro per goderti di più le vacanze.
- Piergiorgio Bellocchio è uscito con una raccolta di articoli dal titolo “Al di sotto della mischia”. L’editore è Libri Scheiwiller, che, se capisco bene, è un marchio di Federico Motta. Se, come me, non ti sei accorto né della rivista “King” né di “Diario” (quello di Berardinelli e Bellocchio), goditi questo libro.
- Sempre per Libri Scheiwiller è uscita una raccolta di saggi “sul disegno” di John Berger. Anche questo – come tutti gli altri di Berger – è un libro necessario. Qualche settimana fa quell’uomo era a Milano e si raccontava a un pubblico di lettori di Internazionale (cosa tocca fare per vivere) e, nonostante i vincoli d’ambiente, riusciva a dire cose intelligenti.
- Il “libro sbilenco” di Peter Newell è una delle cose più belle che siano successe quest’anno ai tristi spazi che le librerie patrie dedicano al picture book. Questo libro storto non ce la fa proprio a farsi contenere dagli scaffali ed emerge a forza, comunicando violentemente la propria diversità. I librai non mi sembrano contenti, ma quel libro c’è e lo si può leggere. Fino a oggi l’hai potuto guardare (con concupiscenza, confessa) solo nella versione digitalizzata e messa qua. Ora puoi tenerne tra le mani una bellissima edizione cartacea. Se non la trovi (non possiamo farci nulla: a un’editoria senza editori fanno da contraltare librerie senza librai), chiedi a Orecchio Acerbo
- Isbn ha fatto la prima raccolta di pezzi apparsi originariamente sulla rivista “The believer”. L’ho vista è ho pensato: “Un oggetto bello e inutile, molto fichetto. Devo comportarmi da uomo e ignorarlo!” Poi l’ho preso in mano e, arricciando lievemente il naso, l’ho aperto a caso, quasi a voler dimostrare al mio pubblico inesistente superiorità intellettuale. Maledetti bastardi! Mi si è parata innanzi una doppia pagina in cui dialogavano Milton Glaser e Chip Kidd! Se vuoi saperne di più, ne parlerà Samatha sul prossimo numero delle “Nubi”. Dal mio lato, chiaramente!
- Durante i giorni di Lucca, sono arrivati sugli scaffali due libri di Jack Kirby. Un volume costosissimo, fatto da Panini/Marvel Italia, che raccoglie tutto il ciclo degli Eterni e un libro poverissimo, edito da Planeta/De Agostini, dedicato a Demon. Si tratta di due serie che nessuno dovrebbe sentire la necessità di rileggere (e neanche di leggere oggi per la prima volta). Però sono disegnate da un signore che aveva una sensibilità grafica e una capacità di costruire le pagine incredibili. Fumetti da guardare (e, facendo contento per una volta l’ippoghigno, non da leggere). L’economicissima edizione Planeta, con quella bellissima carta leggera e opachissima (i neri molto pieni di Kirby non traspaiono mai) è infinitamente più interessante di quella ipertamarra di Marvel: carta patinatissima da rayban e colori supersaturi e very camp.
- Proglo edizioni si è rivelata, al suo apparire, casa editrice utile. Capace di accostare robe così tanto diverse da suscitare più di una domanda sul senso del progetto, ha portato sugli scaffali delle fumetterie un libro fondamentale: “Historia de la Historieta” di Trillo e Saccomanno. Se ti interessi di fumetti, non fare tante domande e vallo a comprare. Copertina brutta, grafica inesistente, immagini oltre il limite della decenza e dimensione del carattere dannosa (specie per noi ciecati)… Eppure, nonostante tutto, un libro necessario, spesso citato e introvabile in qualsiasi traduzione.
- E di “Zeno Porno 2: la magnifica desolazione”, cosa mi dici? Paolo Bacilieri a penne, pennelli e tutti gli strumenti che gli capitano tra le mani. Da leggere! Subito!
- E per ultimo… Harvey Kurtzman! (non ti ho stupito? No? Hmmm… Vabbeh…) DC ha fatto uscire il secondo “Mad Archives”, che contiene i numeri del comic book dal 7 al 12. Nel mezzo pagine di Hey Look!, parodie di Batman, Sherlock Holmes e Lone Ranger, riscritture dell’isola del tesoro, di da qui all’eternità e del corvo di Poe e c’è anche la copertina finto-Life con la bella ragazza del mese disegnata da Basil Wolverton. Ho detto fin troppo!
venerdì, ottobre 27, 2006
Cose da fare settimana prossima - 3

Ormai è ufficiale. E’ in uscita una serie di dieci volumi a fumetti allegati a “Repubblica” ed “Espresso” e curati da Coconino. Il primo arriva venerdì prossimo (il 4 novembre) ed è Maus. L’iniziativa prevede un’importante diffusione per fumetti che non usano il nome del personaggio (o quello dell’autore) come richiamo. Al centro c’è la storia (l’opera, il romanzo, il graphic novel o come vuoi chiamarla). Mi sembra sia un evento non ordinario che meriterebbe di essere analizzato e discusso lungamente. Non da queste parti, però. Non sono un interlocutore imparziale: una sezione redazionale su quei libri esce col mio nome sotto.
E siccome ho già il megafono autopromozionale in mano, ti segnalo che settimana prossima - a Lucca e poi in distribuzione nelle librerie - esce il numero nuovo di "Black". E' dedicato a Harvey Kurtzman e contiene un articolo sull'autore.Siccome - lo sai - il padre di "Mad" è una delle mie ossessioni preferite, il pezzo l'ho scritto io.
martedì, maggio 23, 2006
Mi sembrava tutto così chiaro...

Gli è che a me sembrava tutto così chiaro. Invece - ed è la dimostrazione che sono un idiota - non si capisce nulla. Ci riprovo (semplificando la storia ad asciate).
Harvey Kurtzman, che reputo essere tra i più grandi, dopo una breve carriera di gagman per la mervel/timely (faceva delle storie di una sola pagina, hey look!, che venivano stampate in seconda di copertina) è andato a cercar lavoro alla EC.
La EC era stata rilevata da Bill Gaines, figlio di Max (che gli storici del fumetto USA talvolta indicano come inventore del comic book).
Max Gaines si era schiantato in barca e il figlio, che avrebbe voluto fare l'insegnante di chimica, si è ritrovato a gestire l'azienda di famiglia.
EC stava per Educational Comics e faceva storielle religiose. Con un processo in cui Bill è stato probabilmente più osservatore che motore, la EC è divenuta Entertainment Comics.
Alla Entertainment le cose si fanno divertenti. Fumetto di genere (orrore, fantascienza, guerra and so on).
Kurtz si ritrova immediatamente promosso a fare due testate di guerra (frontline combat e two fisted tales). Escono ogni due mesi e i soldi non bastano.
Gaines propone a Kurtzman di fare un ulteriore mensile comico che richieda molto meno documentazione (anche perché il nostro era un ossessivo compulsivo e passava ore a studiarsi i modi in cui funzionavano i sommergibili).
Nasce Mad, comic book di 32 pagine con 4 storie comiche su ciascun numero.
Nel fumetto USA stavano succedendo cose. Tra queste, quell'ondata di maccartismo di sinistra che condusse al comics code.
A Kurtzman il comic book sta stretto. Allora chiede e ottiene di trasformare mad in rivista. Grande formato e in bianco e nero. Può ospitare - oltre ai consueti fumetti - reportage, articoli, pubblicità finte...
Kurtzman e contento e Gaines pure...
Infatti il comics code, che è un codice censorio che l'industria del fumetto si è imposta per mettersi in salvo dagli attacchi dell'opinione pubblica (e forse per far saltare la casa editrice di Gaines - la prima stesura del codice sembra costruita appositamente per colpire frontalmente EC comics), ha ucciso tutte le pubblicazioni di Gaines.
Per sopravvivere i comic book dell'orrore, del crimine e di fantascienza dovranno modificare le proprie testate e il proprio formato (fino a giungere all'orrido esperimento dei pictobooks -- inguardabili!).
Non serve a nulla perché lentamente e inesorabilmente tutte le testate di Gaines chiudono.
Tranne Mad.
Nel frattempo Mad non è più diretta da Kurtzman, perché il nostro ha avuto una proposta da Hefner (il babbo di playboy) e si è scazzato con Gaines. Il dialogo trascritto qui sotto voleva raccontare queste cose.
I primi due numeri di Trump sono bellissimi. Peccato che Hefner abbia deciso di cambiare uffici in quei giorni e stia subendo un casino con la gestione degli spazi pubblicitari.
Trump chiude!
Cosa fa Kurtz?
Decide di autoprodursi!
Mi sembra che la vita di Kurtzman sia una perfetta sintesi delle pulsioni dell'autore che vuole esprimersi con forti motivazioni politiche ed è però costretto dagli eventi a barcamenarsi (come tutti) tra felicità e sicurezza.
Mi sembra che la sua biografia (specie se contrapposta a quella di Al Feldstein - l'Al che viene citato nella chiacchierata qui sotto) racconti moltissimo dell'ossessionante scarto tra pulsioni industriali e necessità espressive. O, se preferisci, tra incrollabile fede nello stipendio sicuro e febbre del racconto...
lunedì, maggio 22, 2006
Sul blog di Igort si stava parlando di differenze negli sguardi al fumetto. Poi gli sguardi erano troppo differenti ed è quasi scoppiata una rissa...
Per vari motivi, non posso parlare della mostra in triennale con animo sereno e i difetti (che anch'io ci vedo) li racconto direttamente a uno dei due curatori. Però la questione degli sguardi mi interessa e, allora, mi (quasi) invento un pezzo di Storia, che mi sembra racconti due visioni del fumetto.
La cicala e la formica

- Mi stai prendendo per il culo?
- No. Mai stato più serio…
- Il cinquanta per cento?
- Il cinquantuno.
- Andiamo… Va bene che ti chiami come il coniglio gigante parlante. Ma piantala di dire assurdità.
- Vuoi parlare o esco subito?
- Cazzo! Solo 4 mesi fa ti sei seduto su quella stessa sedia e mi hai fatto una scenetta da checca isterica identica a questa.
- Non volevo soldi. Volevo trasformare il giornale.
- E te l’ho fatto fare!
- E hai fatto bene perché, lo sappiamo tutti e due, ti ho salvato culo e azienda. Non fosse stato per la mia idea tornavi a insegnare.
- Piantala! L’hai fatto solo per il tuo ego mostruoso! Io… Io… Io… Io Posso farlo! Perché per te questo business è un gioco! Vuoi continuamente cambiare le regole per dimostrare che tu puoi farlo.
- E’ vero. E voglio continuare a farlo. Voglio il 51% della rivista!
- Senti. Ti do il 15%. Sono tanti soldi, sai. E la piantiamo li e dalla prossima volta entri in questo ufficio solo per farmi ridere con le tue storie e non con le cazzate che dici!
- Non ci siamo capiti.
- Ci siamo capiti benissimo!
- Non sono qui per trattare! Voglio la mia rivista!
- Perché non provi a fartela da solo allora? Non riesci a beccare una data di consegna neanche se te la tengo ferma mentre la rincorri!
- Non mi serve andare a farmela da solo…
- IL PORNOGRAFO?
- …
- Ti sei venduto al pornografo!
- Non mi sono venduto.
- Ah no?
- Una rivista con più budget, più pagine e a colori! Faccio il Life della comicità!
- Tre numeri.
- Cosa?
- Dài! Fidati, lo conosco questo business. Quello è tutto perso ad annusare passere e non capisce nulla di fumetti! Quella stronzata dura tre numeri!
- Sentilo l’uomo d’affari! Se non fosse stato per la mia idea a quest’ora saresti finito.
- Smettila di fare la primadonna!
- Avresti dovuto essere tu la primadonna. Invece al processo ti hanno ripassato come il pivello che sei!
- Lo sai, non stavo bene.
- Non stai mai bene, quando c’è da prendere una decisione!
- Ma pensi di essere insostituibile? Chiunque è in grado di far ridere!
- Non come me.
- Non è arte. E' mestiere! Ti sostituisco quando voglio.
- Con Al?
- Con Al!
- Va bene. Vado a fare la mia rivista!
- Te ne pentirai!
- No
- O sì, che te ne pentirai!
Harvey Kurtzman esce dall’ufficio di Bill Gaines sbattendo la porta. Tra i due c’è una rottura così secca da far sì che Gaines faccia eliminare il nome dalle ristampe delle selezioni di fumetti di “Mad” edite da Ballatine Books. Per anni non si rivolgeranno la parola.
Gaines aveva torto. "Trump", edita da Hugh Hefner, al terzo numero non ci sarebbe mai arrivata.
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Come eroe di carta sai
che gli spari d'inchiostro
non piangono morti
ma portano guai
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