Spari d'inchiostro


domenica, giugno 28, 2009

L'orto e la zucca

fiori di zucca d un blog http://blog.ricettepercucinare.com/wp-content/uploads/fiori_di_zucca.jpg

L’orto di zio Nicola è un posto misterioso. Un pezzo di terra, dietro villa Arconati, in cui non amo sostare. Lui e sua moglie sono molto ospitali e invitano spesso i bambini, mia moglie Patrizia (che è loro nipote) e – conseguentemente – me. Io ricorro a sotterfugi inenarrabili e riesco a evitare la scampagnata. Le enormi tavole imbandite e le teglie fumanti incitano a un’intimità di cui non sono sempre capace. Ho un carattere difficile: sono timido, aggressivo, spocchioso insicuro, … il maelstrom di pochezze umane che fanno di me quello che sono.

Ma l’orto di zio Nicola, come tutti i posti misteriosi, nasconde meraviglie. Una distesa caotica di coltivazioni che, dietro un disordine apparentemente primordiale, rivela inaspettata creatività. Così, quando Patrizia è tornata a casa con una sporta stracolma di fiori di zucca, ci siamo dovuti inventare qualcosa.
Il fiore di zucca è facile da pulire: gli si stacca il gambo e il pistillo (del quale mi dicono sia amarissimo) con un unico strappo regolare e lo si sciacqua in acqua dolcemente (perché il fiore è delicatissimo e si frantuma con un niente). Poi lo si deve solo cucinare e, a quel punto, la vita ti propone un bivio: devi scegliere se cercare una ricetta in uno dei libri sulla mensola accanto alla cappa o se improvvisare. Ho una mensola colma di libri, ma appartengo alla seconda scuola di pensiero. Se posso, evito la ricerca dell’algoritmo culinario da seguire pedissequamente; mi costa fatica tutto.

Una sporta di fiori di zucca richiede dedizione.

A pranzo li ho trasformati in un contorno per la carne. Ho fatto una pastella con un uovo, un bicchiere d’acqua fredda, un po’ di salsa di soia, sale, pepe e tanta farina e ho buttati i fiori impastati in abbondante olio sfrigolante a mo’ di tempura.

A cena sono diventati il condimento per una pasta. Mezza cipolla affettata sottile, poco speck e pancetta sminuzzati e i fiori di zucca già a brandelli. Dopo un po’ ho aggiunto una confezione di panna (ingrediente che odio, ma che a volte mi è vitale) e una bustina di zafferano. Ho lasciato l’intruglio a cuocere coperto e, alla fine ho aggiustato di sale. Ci ho condito delle farfalle. Nel dopocena, il palato mi suggerisce di evitare la cipolla alla prossima battaglia
postato da sparidinchiostro alle 20:39 | link | commenti
ricette





Come eroe di carta sai che gli spari d'inchiostro non piangono morti ma portano guai