Spari d'inchiostro


venerdì, dicembre 14, 2007

Per gli uomini

Iceberg

“Per gli uomini contano solo sue cose: la dimensione dei loro ideali e la dimensione del loro uccello” dice Nina in Guardami, film di Davide Ferrario che continuo a reputare mediocre ma che si rifiuta di abbandonarmi.
E questa osservazione della porno attrice di fronte alla morte – Nina, appunto – è vera anche per le donne.
Incontro Stefano sul treno. Due o tre volte. Siamo stati compagni di classe al liceo e poi non ci siamo rivisti per quasi vent'anni.
L’ultima volta che l’ho visto, un mese fa, mi ha parlato di una rimpatriata della quinta E. Avevo una buona scusa e ho rifiutato (usciva Patrizia o dovevo vedermi con degli amici, non ricordo). Però ci siamo scambiati i numeri di telefono e gli indirizzi mail.
Non ho mai amato la scuola e ho rimosso l’idea di me durante quei cinque anni a Saronno. Ero una persona diversa, mi illudo. Un ragazzo con cui, oggi, non ho più nulla a che vedere.
Timido, aggressivo, antipatico (beh… alla fine qualcosa ti resta sempre attaccata addosso). Un adolescente, insomma.
Sono passati vent’anni dai miei esami di maturità e oggi mi trovo coinvolto in una chiacchierata mail con questi sconosciuti che, un tempo, furono miei compagni di classe.
Leggo il tono scherzoso con sui si cerca di tornare in sintonia e non so cosa dire. Non li conosco e loro non conoscono me. Sono donne e uomini diversi. E anch’io, del resto, sono un altro uomo.
Allora faccio il consulente e riempio il vuoto con un trucco. Lo sai, mi viene naturale.
Dichiaro scopertamente il mio imbarazzo. Dico di sentirmi come Capitan America riemerso dai ghiacci dopo vent’anni di ibernazione. Dico che il mondo è cambiato e, allora, è necessario che mi presenti. Le solite tre informazioni: il mestiere di consulente, la moglie e i due figli, l’amore per le storie con le figure.
Da quel momento, in molti decidono di presentarsi a loro volta.
Ed è l’esibizione dell’ego. Facciamo a chi ce l’ha più grosso.
E volano paroloni e aggettivi innumerevoli per definire mestieri, vite e famiglie.
postato da sparidinchiostro alle 09:15 | link | commenti (7)






Come eroe di carta sai che gli spari d'inchiostro non piangono morti ma portano guai