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Spari d'inchiostro
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mercoledì, dicembre 05, 2007 Prima questione: non hai più voglia di farlo
![]() Non so quale sia il motivo per cui, periodicamente, devo raccontare le motivazioni del blog. A volte ne sento il bisogno, a volte me le chiede qualcuno. Dì un po’, com’è che tu che ti dichiari serio professionista ti ritrovi ad avere un diarietto pubblico da adolescente in ritardo? Ah… Certo che una volta era più bello! Certe litigate nella finestra dei commenti! Mi sa che non hai più voglia di fare il blog. Sei tutto preso da altre cose e quindi lo trascini inutilmente di qua e di là. Non credi sia meglio smetterla? A chi è diretto sto robo? Occhei. Torniamo ai fondamentali. Queste pagine non sono un servizio pubblico. Non sono un luogo dell’informazione. Non sono neanche un salotto della critica… né, tantomeno, uno spazio del dialogo. Mi macero e ci penso, ma è indiscutibilmente così. A Lucca mi è successo di chiacchierare con alcune blogghesse (qui Giulia riferisce del fatto). E durante la ciacola, per altro pubblica, è emerso quanto sia solido l’implicito contratto che si instaura tra blogger e commentatori. E’ un contratto semplice. Prevede solo due obblighi: a) Devo aggiornare frequentemente. b) Devo rispondere a chi commenta. Taccio per giorni e inserisco cose nuove quando ne ho voglia. Rispondo molto di rado. Spesso non ho niente da dire e, quando dico, mi sento un po’ idiota per la pochezza delle mie risposte. E allora perché un blog? Perché ho idee. Perché ho bisogno di scriverle (per un paio di ottime ragioni... ma, se non le hai già intuite, te le racconto un'altra volta). Perché la scrittura lenisce il dolore. Temo di averne ancora bisogno. That’s all folks! |
Come eroe di carta sai
che gli spari d'inchiostro
non piangono morti
ma portano guai |