Spari d'inchiostro


giovedì, agosto 30, 2007

Promesse non mantenute

Carlos Gimenez - Los profesionales

Mi ero ripromesso di non farlo. Liberatomi del canone, volevo iniziare a pensare ad altro. Ero anche abbastanza tranquillo. Mai e poi mai avrei avuto tempo e voglia di aggiungere appendici a un libello già uscito. Anche perché, se continuassi a cincischiare attorno a quelle questioni, potrei veicolare la sensazione – sbagliatissimo – di un work in progress. Un lavorio logorante volto al raffinamento e alla progressiva definizione di un canone che non voleva (e non vuole) essere scolpito su pietra.
Poi ci sono amici che mi notificano assenze importanti. Uno mi dice che ho ignorato bellamente Franquin, l’altro che non ho fatto neanche un accenno a Dave Sim, l’altro ancora che mancano Fred, Romano Scarpa, Gianluigi Bonelli, Zanardi, …
Cazzo!
Aggiungila tu la tua voce al canone. Io di quel coso me ne sono liberato e lui ha ottenuto la sua (effimera) indipendenza cartacea. Voglio pensare ad altro.

E invece…

Lo guardo con distacco, preso come sono da altri progetti irrealizzabili. Penso allo gnommero, alle nubi, al recycle bin, alle pleiadi, al corso di vera storia… Ma te ne riparlo, giuro (sempre non si arenino prima, nel qual caso, confermerò la mia fama di spergiuro).
Lo guardo con distacco – dicevo – e guadagno autonomia, mi muovo altrove. Poi, come nel primo guerre stellari (mi sa che la rinumerazione lo ha fatto diventare il quarto), vengo catturato dal raggio immobilizzante della Morte Nera.

Sia dannato Omar Martini per avermi costretto a ripensarci! Sì, perché quello là si è messo a fare un libro necessario che raccoglie un fumetto che giaceva nel mio rimosso di lettore italico. Il libro si chiama I professionisti e l’autore è Carlos Gimenez (l’editore è Martini, cioè Black velvet).
Il volume raccoglie l’intera serie Los Profesionales uscita tra il 1981 e il 1985 in Spagna. E’ la raccolta di vicende, memorie e aneddoti sviluppatisi attorno all’agenzia Selecciones Illustradas. Ed è anche un gioiello che un canone come si deve non avrebbe rimosso. Io, invece, nel mio sono riuscito a escluderlo. Già. L’assenza di un oggetto editoriale che lo ospitasse intero mi ha indotto alla rinuncia.

Che coglione!

Eppure questa rimozione ha una sua giustificazione che dimostra la mia pochezza di uomo. Lascia che ti racconti.
La rivista “Eureka”, voluta dall’editore Andrea Corno e da suo cognato Luciano Secchi, per occupare il vuoto creatosi nelle edicole intorno all’esposizione di “Linus”, mi ha sempre lasciato indifferente. Pur non essendo un collezionista, accumulo riviste che, poi, affastello in scatoloni in cantina. Passando per le bancarelle dell’usato, ignoro sistematicamente “Eureka” (e a volte faccio male, perché su quelle pagine sono apparse anche cose importanti).
Però, tra il 1983 e il 1984, dopo che Secchi aveva abbandonato la casa editrice portandosi dietro i suoi personaggi, la cura della rivista è stata affidata per una decina di numeri ad Alfredo Castelli e Silver. In quel periodo avevo 14/15 anni, un cattolicesimo da superare e predisposizione all’essere sfigato (oggi ho abbandonato due delle tre condizioni).
Quei numeri di “Eureka” erano una festa. Era una rivista modulare, composta di 3 sezioni: redazionali di approfondimento su un tema del fumetto e dell’immaginario; fumetti, inserto con una storia completa di una 40ina di pagg.
Il fumetto che chiudeva il numero era sempre Los Profesionales di Carlos Gimenez ed era sempre bellissimo.
In un numero però c’era un episodio in cui Filstrup, il capo dell’agenzia, posava uno stronzo fumante sul tavolo di Jordi. Da lì partiva una terribile battaglia e i disegnatori iniziavano a lanciarsi addosso frammenti di merda. Nel mezzo della battaglia, Jordi, minacciato da un righello sporco, montava in un crescendo di imprecazioni che culminava in una bestemmia.
Non ero ai tempi un lettore di “Frigidaire” e quell’associare divinità e animali da cortile era troppo per me. Col rapidograph avevo coperto con un rettangolo nero quella bestemmia che feriva i miei occhietti di quasi ex-cattolico.

Allo stesso modo, ho rimosso dal canone quella serie. Dài un’occhiata al libro, da qualche parte ci deve essere un rettangolo scuro.
Là sotto c’è I professionisti di Carlos Gimenez, il fumetto più bello che abbia letto da un sacco di tempo.


martedì, agosto 28, 2007

Parlando con un collega a pranzo, mi è tornata in mente una serie di telefilm che vedevo da bambino. Era “The avengers”, “Agente speciale”, con Emma Peel e John Steed. Quegli episodi, che sono sicuro di aver visto sul canale della Svizzera italiana, mi avevano stregato da piccolo. Poi, in tempi molto più recenti, approfittando di una riedizione in videocassetta ne avevo presi un po’.
Noia ed enorme delusione.
Dopo pranzo mi sono dedicato a una ricerca in internet. Qualche immagine e un po’ di filmati su youtube (qualcuno esilarante).
Beh… Diana Rigg non era niente male.

Diana Rigg è Emma Peel Diana Rigg è Emma Peel Diana Rigg è Emma Peel 


lunedì, agosto 27, 2007

Stanze di vita quotidiana

Santa Claus in Polar Express

Chiara (7 anni) e Davide (4 anni) in bagno. Si stanno lavando le mani prima di cena. In questo luglio di condizionatori ronzanti, vecchine lamentose e concerti contro il riscaldamento globale, abbiamo visto Polar Express di Robert Zemeckis.

Davide: Ma babbo natale esiste?
Chiara: Secondo me, babbo natale è un po’ come dio...
Davide: ?
Chiara: Nessuno sa se c’è davvero o non c’è. Devi crederci… e io un po’ ci credo che c’è.
Davide: Anch’io.
Chiara: Sì, perché a noi i regali arrivano.
Davide: E’ vero. A me ha portato l’elicottero dell’uomo ragno.
Chiara: E la mamma e papà sono troppo pigri per andare loro a comprarli.

Escono allegri, con le mani ancora un po' umidicce, e vengono a tavola.

(tutto vero, purtroppo)

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sabato, agosto 25, 2007

Nulla è eterno (figurati le mie vacanze)

Landskron e Villach visti dall'alto

Confesso che è stato un anno abbastanza pesante (ah... l'anno inizia a settembre e termina in luglio: lo sai, vero?). Sfighe a pioggia e disagi diffusi. Però le ultime settimane di luglio e le prime di agosto hanno segnato un piacevole cambiamento di rotta.
Lo so. Sono un inguaribile ottimista. Non è vero che toccato il fondo si può cominciare a scavare. Il fondo proprio non esiste.
Le vacanze non sono state male. Improvvisate e organizzate all’ultimo momento si sono risolte in due settimane in Carinzia.
Appena varcato il confine austriaco, mi sono reso conto del madornale errore commesso. Nessuna ciminiera all’orizzonte, nessuna grande città, poche strade, poche macchine, poche librerie, pochissime parole scritte in una lingua intelligibile. Un sacco di verde, montagne, cascate, animali selvatici, ponti sospesi, uccelli rapaci e possibilità di lunghe camminate. Un incubo, insomma.
Meno avrei sofferto se mi avessero abbandonato lungo l’autostrada.
Ma l’uomo, un po’ come lo scarrafo, è macchina capace di adattarsi a qualsiasi condizione: sono sopravvissuto e, dopo un po’ – ho iniziato anche a divertirmi.
Moderatamente.
Ora sono tornato.
A te come è andata?

postato da sparidinchiostro alle 21:56 | link | commenti (4)



giovedì, agosto 02, 2007

Buone vacenze

Sto per partire.
Mi infilo per un po’ in Carinzia e là resto fino a quando non finiscono i soldi, la voglia o le ferie.
Mi porto dietro qualche libro a fumetti (Tra questi Torpedo di Abuli e Bernet, appena uscito per BD, I professionisti di Carlos Gimenez, fatto da Black Velvet, e la strepitosa antologia Graphic Fiction curata da Ivan Brunetti), una pigna di saggi (ho approfittato di una svendita da Eleuthera e ho fatto incetta), qualche disco (Dub side of the moon, super taranta dei gogol bordello, discografia di Waits, De André, Marley e Kuti), qualche film (tutto Miyazaki e un po’ di divx passatimi da qualche amico) e il notebook (ché non si sa mai).
Stammi sano.

postato da sparidinchiostro alle 21:59 | link | commenti (6)






Come eroe di carta sai che gli spari d'inchiostro non piangono morti ma portano guai