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Spari d'inchiostro
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venerdì, giugno 29, 2007 SdImp (031 / 035)
031. Sabato ho portato Chiara a fare scorta di libri. Siamo tornati a casa con una sporta colma di carta. Là in mezzo c'era Velluto di Silvana D’Angelo e Antonio Marinoni. E’ una storia costruita su una serie di bellissime illustrazioni (tra Sendak, Gorey e una pletora di coltissime citazioni pittoriche che non sono in grado di recepire) che avevo già visto qualche anno fa nella mostra all’interno della fiera del libro per l’infanzia (e poi raccolte nel catalogo) e sulla sovraccoperta di un numero di “Black”. Il racconto tiene ed è interessante. Peccato sia scritto con prosa così barbosa. Hai presente quelli che hanno paura di mandare i sostantivi a spasso da soli? Ad accompagnarli ci vanno sempre almeno un paio di aggettivi. Attenti ad addentrarsi nel bosco. Fuori ci sono i lupi. 032. Finalmente un libro capace di spiegare il senso della poesia anche a un cuore di pomice come me. Ora mi illudo di aver capito: Che noia la poesia di Enzenberger e Berardinelli. Copertina, sublime, di Saul Steinberg. 033. Vorrei tanto sapere chi è quel tipo che da decenni va a tutti i concerti trasmessi in televisione (per tutto l’anno in tutte le parti d’Italia - e talvolta sconfinando), portandosi dietro la bandiera della Sardegna. 034. Per qualcuno (per Scott McCloud per esempio) il senso intimo del fumetto sta nell’interstizio tra due vignette giustapposte. Cos’è successo nel frattempo? Anch’io mi pongo a volte quella domanda. Per esempio mi è ricapitato in mano un fascicolo giallo intitolato Struwwelpeter, fatto per promuovere le attività di un gruppo di autori con baricentro in Bovisa. Ad aprire l’albo c’è una storiella di Laura Scarpa- Un bel fumetto, che racconta bene una storia da niente. Anche su “Blue” 183 (ne ho parlato qualche giorno fa, ricordi?) c’è una storiella di Scarpa. E’ fatta di corsa per colmare un buco. Non quello tra due vignette, ma quello nell’indice di una rivista. 035. I bambini periodicamente (almeno un paio di volte l’anno) vogliono rivedere Vip, mio fratello superuomo di Bruno Bozzetto e anche una testa di pongo come me, dopo un po’, impara a memoria qualche pezzo. La sequenza della pubblicità (mettiamo un tigre/ nel doppio brodo/ due gocce azzurre/ nel bianco santo) è cosa di bellezza sublime e quel film è un capolavoro. martedì, giugno 26, 2007 SdImp (026/030)
026. Comics reporter ha intervistato Paul Karasik sul suo nuovo libro. Qui. Checché dica cerebroleso di Città di vetro, Karasik è un tipo interessantissimo e questo libro su Hank Ketcham rischia di essere illuminante su un sacco di aspetti delle narrazioni che combinano parole e immagini. venerdì, giugno 22, 2007 SdImp (21/25)
021. Ho sfogliato per qualche giorno il Dizionario delle fiabe e delle favole di Tom Dekker, Jurgen van der Koon e Theo Meder (Bruno Mondadori). Adesso lo conservo come libro da consulatare (se serve o anche no: adoro perdere tempo). E’ finito, quasi casualmente, tra lo Stith Thompson giallo del Saggiatore (La fiaba nella tradizione popolare), la Grammatica della fantasia di Rodari, La morfologia della fiaba di Propp (ce l’ho nell’edizione economicissima Newton in coppia con Le radici storiche dei racconti di magia) e In Viaggio con Taddeo di Antonio Faeti. Tutti insieme mi ispirano tranquillità (il libro sulle fiabe di Valentina Pisanty è stato scalzato da quello scaffale: non chiedermi perché) 022. Acquisti da anteprima (giugno 2007): 023. Scopro che Milano è all’undicesimo posto nella classifica delle città più costose del mondo. Prima di Parigi. Questo spiega molte cose. 024. Alla fine di Come parlare di un libro senza averlo mai letto di Pierre Bayard ho saltato così tante pagine che forse non posso dire di averlo letto. Toccherà parlarne? 025. sabato 23 giugno h 20.00: mercoledì, giugno 20, 2007 Sparidimpulso (da 016 a 020)
016. Tra le cose che dovrei studiare c’è anche quella disciplina nota come eye tracking. Sospetto che saperne potrebbe fare mirabilie sulla mia comprensione di come funzionano i linguaggi visuali. Per il momento mi disperdo in libri sul character type design, sulla psicologia cognitiva e sulle forme… 017. Quel tipino interessante di nome Lawrence Lessig, dopo Free Culture, ha ricominciato a lavorare su codice e open source. E’ in linea la versione 2.0 del suo libro Code. Cercalo e scrivimi qualcosa (come sempre mi succede coi pdf, l’ho trovato, stampato e impilato sulla scrivania. 019. Trovato su myspace: Tetes de Bois e Pino Marino a La7 fanno sinistra destra di Gaber. 020. Un amico carissimo mi dice che ha trovato il computer che desidera da anni. E’ qui. E qui si spiega come lo hanno costruito. martedì, giugno 19, 2007 Sparidimpulso (da 011 a 015)
011. E’ uscito il best of degli Asian Dub Foundation. Si chiama Time Freeze 1995 – 2007. Ancora non ce l’ho ma conto di rimediare presto. 012. Mentre sfoglio "Nova 24", il settimanale del "sole 24 ore" dedicato a tecnologia e innovazione, mi cade l’occhio (e di recente questo modo di dire è anche una mia preoccupazione) su una foto azzurrata. E’ Nikita seduta che appoggia sul mento una pistola tenuta con due mani. Dopo quel fim mi ero convinto che Luc Besson fosse un regista da tenere d’occhio (ma di questo mi sono ricreduto poco dopo). Dopo quel film mi sono scoperto completamente invaghito di Anne Parillaud. L’ho rivista, tempo dopo, in un brutto film di John Landis in cui faceva la vampira ed era quasi sempre nuda. Che fine ha fatto quella femmina meravigliosa? 013. Il tizio che ha fatto la rivista "Wallpaper" (immagini, trend e fiumi di hypeness) ha lanciato un nuovo mensile. Si chiama "Monocle" e si presenta – nelle intenzioni, nelle dichiarazioni e nelle interviste – come l’anti-wallpaper. Per dimostrare che i lettori sono capaci di attenzione e sono alla ricerca approfondimenti vi investiamo con una distesa di parole lontanissime da ogni pulsione trendy. Lo compro (è il quarto numero, quello di giugno) e –come facilmente intuibile – è una sòla. A pagina 100 però si parla di Buscemi dischi in via Magenta a Milano, negozio in cui, negli anni, ho trascorso un sacco di tempo. 014. “Blue” 183 non lo butto. Illeggibile o quasi come sempre, si salva per tre cose: a. un articolo sull’amata Paulette di Wolinsky e Pichard scritto da Bernard Joubert, b. una non-storia guardabile – ma non per questo leggibile – di Frederic Boilet (secondo me era già uscita su “Bang”) e c. la prima apparizione della nuova rubrica dedicata all’erotismo nei fumetti non erotici curata da Massimo Galleti. Non dovrebbero essere motivi sufficienti a conservare il fascicolo, ma – che ci posso fare? – sono un tipo affettuoso. 015. Il diciassettesimo numero di “Gea” ci avvicina alla chiusura della serie. Luca Enoch mi diverte sempre molto. Mi sembra tocchi i miei istinti più bassi. I suoi fumetti sono un bigino di antagonismo sviluppatosi all’ombra delle riviste fofiane (“Linea d’ombra” e “Lo straniero”, ma anche “La terra vista dalla luna” e “Dove sta Zaza”). Semplificazione e catechismo sociale indotti dalla faciloneria resa necessaria dalla serialità da edicola e, ciò nonostante, meglio di quasi tutto il resto. Sparidimpulso
006. Esercizi di stile: 99 modi di raccontare una storia di Matt Madden (Black Velvet) è un omaggio al libro di Raymond Queneau (un libro che, quando l’ho letto per la prima volta (un po’ di anni fa), mi ha emozionato e che, oggi, mi annoia). Il libro di Madden non è solo noiosissimo è anche ideologicamente sbagliato. Convinto di attingere “alle molte possibilità formali, narrative e stilistiche del fumetto in modo da suggerire il potenziale quasi illimitato del mezzo”, l’autore si infila in una serie di giochi sui generi, sui personaggi e sugli stili. Se le potenzialità quasi illimitate sono queste, lasciatemi scendere. Comunque non lo butto. 007. "Bodoi" 108 (è il numero di giugno di una rivista francese che si compra in edicola) è il solito mucchietto di carta quasi inutile. Però ha una bella copertina di Taniguchi, un autore che vorrei trovare noioso e che invece, ogni volta che vedo un suo libro, non riesco a non leggerlo. Qui scopro che è pochissimo mangaka, perché lavora solo otto ore al giorno e non ha assistenti (in realtà gli piacerebbe averne ma non riesce mai a essere soddisfatto al 100% del lavoro fatto da un altro). Leggo anche un’intervista a Edika e mi convinco di essere stato a lungo prevenuto nei suoi confronti. Cercherò qualche raccolta delle sue storie. 008. Il 9 giugno scorso è morto Rudolph Arnheim. Aveva 102 anni. Il suo Arte e percezione visiva è un libro che dovrei aver letto. Giace intonso sulla mensola delle prossime letture da anni. Rimedierò. 009. I fumetti di supereroi sono un formidabile viatico per capire la società statunitense. Anche quando sono brutti. Lo sono stati (spesso brutti e qualche volta importanti) Superman, Batman, Capitan America, L’uomo Ragno, Hulk, gli X-Men, Devil… In questi anni aiutano a capire gli Stati Uniti gli episodi di The Authority. Non è grande fumetto ma sta al centro dei valori. E’ uscito, per Magic Press, Rivoluzione 1 di Brubeker, Nguyen e Friend. Finisce imbustato in cantina, ma dopo attenta lettura. 010. Trent’anni fa usciva Exodus di Bob Marley. L’ho amato tantissimo. E ancora, a ogni riascolto, mi emoziona. Per festeggiare il trentennale dalla prima pubblicazione sarà il primo disco distribuito su pen drive usb e su smart card. Mi pare una cosa buona. lunedì, giugno 18, 2007 Mi prendo una vacanza dal blog come lo conosci (se sei uso passare da queste parti). Per un po’ (e senza regola fissa) sparidinchiostro diventa: Sparidimpulso: diario di bordo
001. Indosso la t-shirt col disegno di Escher che si disegna mentre impugna una sfera metallica e riflettente nella mano sinistra. Parlo di questo disegno con Chiara e Davide e racconto loro di un omaggio a questo disegno fatto da Katsuhiro Otomo. Il disegnatore è un robot e la sfera è la sua testa staccata dal collo. Poi ci dimentichiamo di cercarlo 002. Il fuorigioco mi sta antipatico è la raccolta delle risposte alla posta dei lettori tenuta per poco più di un anno da Luciano Bianciardi sulle pagine del “Guerin Sportivo”. Centinaia di pagine di lettere e risposte che forse non dovevano essere raccolte. C’è il rischio che qualcun cerchi, in questo documento, un testo. Finisce, imbustato, in una mensola in cantina. 003. "Scuola di fumetto" n. 52 vola nel cestino della carta. Leggendolo però mi sono appuntato delle cose: 004. SuoNoGlobal è il disco nuovo di Roy Paci e Aretruska. Viene venduto in allegato a "XL" (e forse anche nei negozi di dischi, ma non so). E’ identico ai tre precedenti e mi scatena tristezza. Perché ascoltandolo riscontro che nonostante l’enfasi posta da grafica, immagini e parole sulle posizioni NoGlobal, sta patchanka (il frullato di suoni cresciuto alla corte della Mano Negra) è quanto di più omogeneizzato e globalizzante si possa sentire in giro. 005. In un pezzo di SuoNoGlobal canta Raiz e il gioco, scopertissimo, è quello di rifare gli Almamegretta di 10/15 anni fa. Sono un cuore di pomice e non mi emoziono più.. Leggo poi su “Repubblica” che gli Alma faranno un concerto nel carcere di Bollate. In quell’occasione Raiz sarà ospite specialissimo della data. Hmmm… Stanno cercando di farmi capire qualcosa? mercoledì, giugno 13, 2007 Fabio mi scrive Un video fantastico con leoni, bufali e coccodrilli al kruger park. Mai visto niente di così eccezionale e di puttanate sugli animali posso considerarmi un esperto. Sembra sceneggiato da tarantino lunedì, giugno 11, 2007 Fascismi di peluche
Venerdì, serata di birra e cazzeggio con F. Siamo al bar noto per il Negroni sbagliato e stiamo mangiandoci un gelato alle creme con i frutti di bosco. Non si può tanto pretendere. Non abbiamo mai detto di essere degli uomini veri e irreprensibili. giovedì, giugno 07, 2007 La posta di Spari
A proposito di quanto dico qui, #7 commenta: Bella cazzata, spari. No, #7. Ognuno di questi eventi produce una rottura rispetto alle aspettative di chiunque e - poco dopo, direbbe l'acceso utilizzatore di didascalie fumettistiche - attiva uno dei formati destinati a diventare dominanti. Prima la volontà di raccontare utilizzando al meglio quella commistione di parole, immagini e grafica (e, come conseguenza l'innovazione, che spessissimo tiene anche decenni dopo) poi la ripetizione. Due cose: 1. Guarda che non lo so mica se le risposte che do alle domande che mi pongo sono giuste. Potrebbero essere stronzate (e potresti avere ragione tu... non ti illudere, però: hai torto marcio). Ma sono certo che il fatto di rifiutare la domanda, nascondendosi dietro "è gente come te..." fa schifo. Perché rappresenta il tuo arroccarsi nella parrocchietta del vulimmose bene dei fumettisti. Accetta la domanda e tenta una risposta. 2. #7, se dici chi sei, magari riesci a essere più incisivo nelle dichiarazioni di appartenenza. Però, se dici chi sei non puoi più dire quello che pensi perché vivi in un mondo in cui il montanellismo è un valore: bisogna sempre avere le stesse opinioni di tutti quelli che ti ascoltano. |
Come eroe di carta sai
che gli spari d'inchiostro
non piangono morti
ma portano guai |