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Spari d'inchiostro
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giovedì, agosto 31, 2006
Giulio Giorello e Nuccio Ordine hanno intervistato George Steiner per il Corsera (21/08/2006). Ho copiato questi pezzi sul mio quadernetto, li trascrivo qui. “Noi [gli umanisti] studiamo il passato, ci occupiamo del ‘tramonto’. Gli scienziati ci parlano invece del domani e del dopodomani. C’è un enorme squilibrio. E tocca soprattutto a noi comprendere le scienze. I grandi scienziati, con qualche eccezione, esprimono sempre una grande modestia perché non possono bluffare. In questo campo chi bluffa viene subito eliminato. Un giorno un nobel, a Cambridge, mi chiese di spiegargli una pagina di un certo signore francese: nonostante gli sforzi, non riusciva a capirlo. Era un saggio di Lacan. Io provai vergogna perché era un linguaggio incomprensibile, vuoto, tronfio, arrogante, completamente oscuro. Avrei voluto dire all’amico: ‘non perdere più tempo con cose del genere’.” “Nel campo della letteratura e dell’estetica è veramente ridicolo pensare a un metodo scientifico. Non ci sono prove possibili. Tolstoj, per esempio, diceva che Re Lear era un’opera teatrale mal riuscita. Si possono opporre opinioni a opinioni, ma nessun metodo ci permetterà di verificare il nostro giudizio estetico. Siamo nel campo delle intuizioni, del gusto, del contesto storico, delle ideologie. Niente a che vedere con la scienza.” “Come sarà possibile offrire un’educazione scientifica ai giovani in un mondo dove i grandi risultati sono raggiunti da ricercatori che hanno meno di trent’anni? E ancora: senza una visione d’insieme, senza scienziati alla Oppenheimer, quale futuro per la scienza e per l’umanità?” mercoledì, agosto 30, 2006
Durante le vacanze ho letto tantissimo. Il mio amico Boris mi criticherebbe, dicendomi che così non ho vissuto e che la quantità delle letture durante le vacanze è direttamente proporzionale alla tristezza della mia vita. Ancora di più, probabilmente, mi censurerebbe se intuisse la qualità (pessima) della carta stampata che ho stropicciato tra le dita tra un bagno e una coccola a/da moglie e figli. Ho letto quasi esclusivamente quotidiani: corsera, repubblica, manifesto e foglio. Devo infine ammettere che alcuni momenti di quel giornale mi piacciono moltissimo. Trovo molto ben fatta l’edizione del lunedì (per non lavorare durante il fine settimana e garantire la presenza in edicola del giornale il lunedì – la domenica il foglio non esce – Ferrara fa assemblare una rassegna stampa nazionale selezionando articoli dagli altri quotidiani usciti dal lunedì al venerdì) e mi sembra anche che alcune recensioni siano ottime. Durante il mese di agosto, in un paio di occasioni, il foglio ha dato notizie - c'erano notizie sui giornali in agosto? - con un giorno di anticipo rispetto agli altri quotidiani (è successo per esempio per lo scambio di mail tra Padoa Schioppa e Gavazzi), per i restanti giorni - chiudendo alle 20.30 in modo da permettere a tutti i redattori di andare tranquillamente a cena – ha bucato decine di notizie. Ah… Il più bel graphic novel letto da un sacco di tempo s’intitola Molto forte, Incredibilmente vicino, lo ha scritto Jonathan Safran Foer e in Italia lo edita Guanda. Lancinante. Sono un cuor di mollica e ho pianto tantissimo. martedì, agosto 29, 2006
Quando a scuola fecero scienze e arrivarono a biologia George memorizzò una frase del libro: “Nessun essere vivente può sopravvivere in un ambiente costituito dai propri prodotti di scarto”. E pensandoci sopra e cercando di trovare delle parole per esprimerlo, giunse a questo e così liquidò per sempre la questione: il processo primario, l’assimilare, provoca appagamento, mentre il processo secondario, l’eliminare, provoca sollievo. Nel mondo c’è un sacco di gente folle e malata che non capisce la differenza. Se ne vanno in giro in cerca di sollievo e si arrabbiano perché non trovano appagamento. Be’, certo che non appaga, non può appagare. L’appagamento viene prima, deriva dall’ottenere quello che ti serve per sopravvivere. Il sollievo deriva dal liberarsi di quello di cui non hai più bisogno. Se cerchi di tornare indietro a recuperarlo, non stupirti se ti senti male e se cominci anche a sentire un cattivo odore. (da “Un po’ del tuo sangue” di Theodore Sturgeon, Giano) lunedì, agosto 28, 2006
Venghino, siori, venghino. |
Come eroe di carta sai
che gli spari d'inchiostro
non piangono morti
ma portano guai |